11/04/2011
Report contro Facebook sulla Rai
Entrando sui social network e in particolare su Facebook login o Google, sapete davvero che fine fanno i vostri dati e come viene gestita la vostra privacy? La puntata di Report su Rai3 del 10 aprile 2011 ci svela molti interessanti segreti che spesso gli utenti ignorano, ad esempio quando si autorizzano le applicazioni (si cita su tutte le aziende la Zynga con Farmville o Cityville) ad accedere a tutte le informazioni personali del profilo che servono a definire gusti e abitudini della gente per guadagnare su internet con le inserzioni di FB oppure con Google Adsense, tra gli altri.
C'è da sottolineare però che ci sono tante imprecisioni nello speciale di Report su Facebook login, il programma di Milena Gabanelli ha sicuramente offerto un servizio che ci fa conoscere meglio i retroscena dei siti su internet, ma sembra che si sia schierato totalmente contro i social network evidenziando soltanto gli aspetti negativi, senza minimamente menzionare quelli positivi del web 2.0 con la novità delle reti sociali.
Gli utenti che vanno a fare l'iscrizione su Twitter, quelli che condividono i video su Youtube stando alla puntata del 10 aprile 2011 su Rai3 cadono dalle nuvole e non sanno minimamente che questi siti sono delle aziende che hanno investitori e in qualche modo devono guadagnare per il lavoro svolto e per le idee dei fondatori.
Davvero troppe imprecisioni per mettersi a tutti i costi contro quello che piace alla gente in questo momento storico della comunicazione nel web mentre tutti usano FB.
Eppure mi verrebbe da chiedere se qualcuno ha detto alla Gabanelli che il suo programma si comporta allo stesso modo, perché su internet come in tv il confronto non porta a risultati diversi.
I siti hanno investitori, quindi possiamo trovare la pubblicità delle inserzioni sul social network blu oppure i banner Google Adsense su altri siti e lo stesso motore di ricerca. Queste servono per pagare i server, i dipendenti e la struttura per offrire un servizio, che comunque è libero.
Report sulla Rai, invece, come fa a vivere? Anche qui ci sono gli investitori e le pubblicità, ma si paga anche il canone. La privacy? Ci sono i dati auditel da anni che servono proprio a definire i gusti della gente e quando ci sono pochi telespettatori i programmi vengono addirittura sospesi.
Non ho voluto prendere le difese di nessuno, ma quando si parla di argomenti specifici, bisognerebbe informarsi meglio, perché poi si finisce per realizzare una puntata come questa di Report contro Facebook o Google, Youtube e Twitter che è piena di cose dette a metà. Peccato perché l'idea di svelare i segreti del web 2.0 e dei rischi degli utenti quando non sanno come gestire la privacy sarebbe potuta essere molto più utile.

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